Sicurezza informatica, il pc usato sia al lavoro che in privato

Gli italiani fanno poca differenza tra pc aziendale e personale, in termini di sicurezza informatica ciò rappresenta un fattore di seria vulnerabilità.

sicurezzaRiflettori accessi sulla sicurezza informatica in Italia. La ragione è la diffusa abitudine di utilizzare il pc aziendale anche per scopi di intrattenimento, shopping online, o semplice navigazione sui social. Vita privata e professionale si confondono davanti allo schermo, rendendo molto difficile il controllo e la protezione di informazioni e dati sensibili, sia per chi svolge libera professione in prima persona, che per i datori di lavoro che non riescono ad esercitare adeguato monitoraggio sui propri dipendenti.

L’allarme sicurezza informatica è stato lanciato all’indomani di un’inchiesta effettuata da Intel Security, nell’epoca in cui i device come smartphone, tablet e laptop sono ormai strumenti indispensabili per le imprese e le strutture di qualunque entità. Entrando nel merito della questione, i numeri parlano chiaro e riferiscono di un consistente 72% di utenti che ammettono di utilizzare il proprio computer di casa almeno una volta al giorno per motivi di lavoro.

Se si pensa poi che il 63% dei professionisti si avvale di un computer portatile, appare evidente come il nodo sicurezza informatica rischia di assumere proporzioni preoccupanti. Usando un solo pc sia quando ci si trova in ufficio che tra le mura domestiche, è comprensibile come le “due vite” si mescolino, facendo uscire all’esterno informazioni destinate alla sola visione e fruizione aziendale.

Stessa storia è impiegare il medesimo terminale per acquisti in rete o per chattare, esponendo il pc a virus e altro genere di danni. Le percentuali salgono all’86% quando si parla di smartphone e tablet, sfruttati sia come strumenti di lavoro che come device per operazioni quotidiane.

Sempre in tema di sicurezza informatica, nonostante i pc portatili siano allo stesso tempo una postazione di lavoro che uno strumento di svago, vengono trascurate in tutto o in parte le strategie più elementari di tutela come l’inserimento di password o l’utilizzo di adeguati programmi di protezione.