Come il software open source può favorire la migrazione al cloud delle PMI

Come il software open source può favorire la migrazione al cloud delle PMI

Il supporto offerto dalla cultura aperta aiuta le imprese del mid-market a spostare le applicazioni critiche nel cloud. Ma il consiglio di Red Hat è, come sempre, quello di partire in piccolo e sperimentare

L’uso di servizi cloud viene sempre più accettato dalle aziende del mid-market, nonostante il suo uso desti ancora qualche preoccupazione soprattutto nelle medie imprese che non possono contare sulle stesse risorse tecniche, amministrative e gestionali di quelle più grandi.

Il modello cloud di elaborazione delle applicazioni, storage e analisi service-based rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui l’IT viene realizzato, gestito, sviluppato e mantenuto.

L’open cloud

Se guardiamo alcuni degli aspetti più evoluti del cloud computing, come la containerizzazione – un modo per contenere pezzi di discrete application logic in un unico posto per creare uno stack IT più gestibile – vediamo che questa tecnologia è ideale per le infrastrutture cloud open source.

Per le organizzazioni che vogliono essere all’avanguardia è necessario pensare a realizzare nuove proposizioni market-facing. Un processo completo di rip-and-replace non è consigliabile, mentre un approccio più prudente permette alle imprese di valutare l’impatto delle nuove tecnologie cloud  man mano che vengono messe online e che permettono di confermare ancora una volta la bontà della scelta open source (dove molte piattaforme e strumenti sono accessibili attraverso code repository online aperti che si integrano con servizi e valutazioni circa il cloud-readiness).

Meccanismi operativi

 In termini di costi operativi e di meccanismi quotidiani di data throughput, il cloud computing offre vantaggi significativi alle PMI che possono così proporre nuovi canali web-based a clienti e partner.

A prescindere dal settore verticale in cui si opera, i sistemi web-based sono noti per la loro capacità di creare server load imprevedibili.  Anche altre funzioni di data management, compreso il backup and recovery, sono più efficaci perché avvengono in base a service level agreement concordati.

Le PMI che vogliono crescere e sfruttare le tecnologie cloud sanno che i loro volumi di dati aumenteranno inevitabilmente. Connettere nuove applicazioni e dispositivi internet of things (IoT) a un business più digitale porta alla creazione dei cosiddetti big data.

I vantaggi da questi offerti possono essere gestiti grazie alle tecnologie cloud open source che forniscono un mezzo per elaborare grandi quantità di dati con semplici modelli di programmazione.

Diventare un business always-on

Le tecnologie open cloud consentono alle PMI di agire e pensare in grande, di conseguenza le aziende che migrano tecnologie esistenti verso il cloud troveranno che questo offre un terreno fertile per lo sviluppo di nuovi servizi e applicazioni cloud-native. In un mondo che non dorme mai, le imprese devono fornire un Servizio always-on. E grazie alla cloud collaboration e ai servizi di automazione, le organizzazioni hanno la possibilità di presentare proprio quel front end always-on.

Un ulteriore vantaggio del cloud computing deriva dallo spostamento della natura dei costi IT: un’architettura IT on-premise richiede elevate spese di capitali (capex) e l’hardware deve essere acquistato e mantenuto. Un ambiente IT cloud-based, invece, si basa su un più controllabile modello opex, in cui l’hardware viene acquistato e mantenuto dal cloud service provider, e software update, supporto tech e altri servizi di assistenza fanno parte del contratto.

Se la normativa impone che alcuni dati rimangano on premise, la scelta più adatta è un ambiente hybrid on-premise più cloud. Passare da un modello capex a uno opex assicura alle PMI la possibilità di testare l’innovazione, scalare verso l’alto se necessario e tornare indietro all’occorrenza.