Microsoft con la testa tra le nuvole

Il colosso di Redmond punta con decisione sulla nuvola.

Dopo l’acquisizione del fornitore di servizi cloud Movere, e dopo quelle di BlueTalon (specializzata nella sicurezza dei dati) e jClarity (che si occupa di installazioni Java), Microsoft la scorsa settimana ha raggiunto un accordo con la canadese Mover, un’azienda che opera nel campo della migrazione dati su cloud.

Quali sono i vantaggi?

Il tool Mover consente, con rapidità e in sicurezza, di trasferire grandi quantità di dati come avviene nelle operazioni di back up di un sito web, ad esempio, o per modificare i provider di cloud storage.

Mover, azienda fondata a Edmonton, in Canada, nel 2011 da Eric Warnke e Mark Fossen, consentirà ora a Microsoft di aumentare la sua offerta di servizi di migrazione dati con uno strumento testato e conosciuto per la sua affidabilità. Con Mover diventano “clienti” Microsoft nomi illustri come AutoDesk, Symantec e Nike, che già utilizzavano il servizio di migrazione, così come hanno fatto in passato da fornitori di servizi cloud come Box, Dropbox, Egnyte e Google Drive. Ora l’obiettivo dichiarato di Microsoft è quello di facilitare lo spostamento dei dati da altri servizi cloud alla suite cloud di Microsoft 365.

Useremo la nostra profonda esperienza nella tecnologia del cloudmigration per aiutare i clienti Microsoft365 a vivere un’esperienza fluida e gratificante nel trasferire i propri dati in #OneDrive e #SharePoint” hanno commentato da Mover comunicando l’accordo raggiunto.

E i servizi cloud sono tra i più richiesti e, soprattutto, costituiscono uno dei business che registrano i migliori trend di crescita nell’ultimo periodo (sempre restando su Microsoft fonti aziendali rivelano che la rendita di Azure è aumentata del 64% negli ultimi tre mesi).

Ed è uno dei business che più avranno importanza anche nel prossimo futuro, basti pensare alle schermaglie sorte nei giorni scorsi attorno all’aggiudicazione del progetto JEDI, il Joint Enterprise Defense Infrastructure che mira a trasferire in cloud tutti i datacenter della difesa USA. Un obiettivo importantissimo, quello relativo a JEDI (se non solo per il valore, di 10 milioni di dollari, anche per il prestigio), ma che evidentemente non basta certamente a Microsoft, che ora vuole imporsi anche nei servizi alle aziende e al consumatore finale.