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La Commissione Europea contro le fake news

La Commissione Europea contro le fake news

La Commissione Europea istituisce un centro di trasparenza Europeo nella lotta contro le fake news.

Nel 2018 la Commissione Europea istituì il codice di condotta sulla disinformazione online. In questi tre anni dalla sua realizzazione sono emerse diverse carenze. Soprattutto dopo la campagna di disinformazione sul Covid-19 si è ritenuto necessario apportare delle modifiche.

Le modifiche al codice di condotta sulla disinformazione online

La Commissione Europea ha proposto dunque delle modifiche alla legge sui servizi digitali (DSA, Digital Services Act), invitando i firmatari a rafforzare il codice in specifiche aree. Si punta a migliorare la “demonetizzazione” della disinformazione, a garantire l’integrità dei servizi e ad aumentare la copertura del fact-checking. Si impegna inoltre a migliorare l’empowerment degli utenti e a creare un quadro di monitoraggio più solido.

La Commissione Europea contro le fake newsÈ stata la crisi pandemica e il conseguente dilagare di fake news sul Covid-19 a mettere in evidenza le minacce da sventare. La disinformazione rischierebbe di mettere a repentaglio in alcuni casi i regimi democratici. La lotta alla disinformazione dunque è una questione sempre più importante.

La politica non è esente da azioni di manipolazione dell’opinione pubblica e spesso si serve di attività di profiling per diffondere disinformazione.

Sono tecniche figlie dell’innovazione digitale e continueranno a evolversi grazie all’interazione tra nuove tecnologie digitali (intelligenza artificiale, realtà virtuale e Internet of Things). Ma rappresentano una minaccia concreta, ed è necessario intensificare un’azione collettiva per una maggiore trasparenza e responsabilità dell’ambiente online. Creare le condizioni, quindi, perché la disinformazione non rappresenti più una fonte di guadagno.

Risulta necessario per la Commissione Europea istituire un centro per la trasparenza dove stabilire criteri condivisi e attuare le norme del codice di condotta. I membri della Commissione prevedono anche strumenti di monitoraggio e di “valutazione delle performance” per misurare la virtuosità e la coerenza dei firmatari.

Inoltre, la Commissione Europea prevede l’istituzione di una task force formata dai firmatari del Codice.

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